Ho rivisto, dopo tanti anni, Otto e mezzo, definito a ragione il più grande film di Fellini, ma – io dico – ora che noto scene d’insieme su cui non mi ero soffermato e particolari che m’erano sfuggiti, questo é uno dei più bei film mai girati da quando il cinema ha cominciato a percorrere la sua strada. Piü bello dei film di un genio come Orson Welles, di Antonioni, di Godard, del Barry Lindon di Stanley Kubrik e altri ancora che però non hanno la completezza di questo enorme profondo film. Un film che va dai campi stretti a quelli lunghi, dai volti agli spazi. E la macchina da presa gira inventando figure, paesaggi, colori, dove domina un bianco e nero di bianchi infiniti e di neri assoluti. Un cinema che va oltre il cinema, che Fellini ha letteralmente inventato, raccontando il quotidiano e quel tanto di riflessione e filosofia di cui c’è bisogno nella vita. Stupenda l’interpretazione dell’alter ego Mastroianni e della finta tonta magistrale Sandra Milo. Fellini come un prestigiatore fa scaturire dall’animo le loro migliori interpretazioni. C’é l’Italia, c’é il mondo, c’é l’arte, c’é il pensiero, c’é il cinema nel piú grande capolavoro mai visto firmato Fellini, direttore di film, cittadino del Pianeta, che forse ora è sulla luna a cercarne la voce e il senno di Orlando. Grazie Federico.
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Attilio Gatto
Nato il 17 ottobre 1955. Giornalista, ha lavorato per l’Unità, Paese Sera e alla sede Rai per la Sardegna. Si è laureato in lettere all’Università di Cagliari, con una tesi in storia del teatro.
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