Arancione (quasi rosso)

Ora che aveva raggiunto l’obiettivo, Tadeus poteva concedersi il meritato riposo. No, niente tivù , niente libri, niente giornali. Stravaccato sul divano, Tadeus dormicchiava con l’occhio aperto. Era una tecnica di rilassamento che aveva appreso, non si sa come, nel bel mezzo del tormento. Per anni, che dico!, per decenni, aveva cercato inutilmente l’equilibrio, il centro di gravità, la cura. E per colonna sonora c’aveva messo sopra l’opera omnia di Franco Battiato. Un gran lavoro, certosino, perseguito senza sosta, di notte, di giorno e a mezzodì. Ma niente, nulla da fare. Tadeus aveva perso ogni speranza. Epperò all’improvviso, come d’incanto, ecco il sogno coronato. Senza sapere come, senza un perché, aveva vinto l’ansia, l’incubo, l’apprensione.
Stravaccato, dormicchiando, l’occhio spalancato, Tadeus aveva in testa, epperò fisso, un colore, l’arancione! (quasi rosso).

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