Amedeo Nazzari

e il film scomparso


Era una notte buia e tempestosa…o un giorno di sole abbagliante, non importa!
Questo è il giallo del Caravaggio perduto, del Pittore Maledetto scomparso. È il capolavoro che Goffredo Alessandrini girò nel 1941, l’anno prima della celebre Cena delle Beffe, regia del maestro di Alessandrini, Alessandro Blasetti.
Entrambi i film interpretati dalla coppia Amedeo Nazzari e Clara Calamai. Grande il successo della Cena delle beffe, tratta dal dramma di Sem Benelli. Ma con Caravaggio, il pittore maledetto, Amedeo Nazzari vinse la Coppa Volpi, miglior attore alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.
Chi non beve con me peste lo colga!, esclamava Nazzari nel film di Blasetti. E poi il clamore della famosa scena con la Calamai, il primo seno nudo del cinema Italiano.

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La.cena delle beffa – 1942 – regia di Alessandro Blasetti


Un’interpretazione di grande spessore, come tutta la carriera di Amedeo Buffa in arte Nazzari, che poi è il titolo di un bel libro – Edizioni Sabinae – scritto dalla figlia Evelina.
Lei, attrice come il padre e la madre, Irene Genna, oggi custodisce il ricordo di quel Divo Italiano, profondamente legato alla sua Cagliari, dov’era nato il 10 dicembre del 1907.

Carattere apparentemente ruvido e scontroso Amedeo Nazzari, ma capace di grande affetto e dotato di una straordinaria bontà d’animo. Con rammarico, Evelina Nazzari oggi dice:”Mio padre è stato dimenticato.” Pochi l’hanno ricordato a quarant’anni dalla morte, il 5 novembre scorso. Qualche articolo nelle pagine culturali, mentre a Roma il Cineclub Alphaville ha riunito gli ammiratori di Nazzari attorno ad un importante film del 1946, Il bandito, regia di Alberto Lattuada.
Amedeo Nazzari, come purtroppo spesso avviene, è stato messo da parte, non riusciva a lavorare, negli ultimi anni della sua intensa vita.
E dunque un grande attore da riscoprire e un grande film misteriosamente scomparso.
Una decina d’anni fa seguii le tracce del Caravaggio Perduto e mi sembrava di essere alla ricerca di Amedeo Nazzari, perché ritrovare quel film scomparso in fondo era come mettersi in contatto con un talento che non merita certo l’oblio.
Fu un viaggio nella memoria in una Roma bella e misteriosa. Ecco l’esito di quell’indagine nel mio servizio che andò in onda sul Settimanale TGR Sardegna.

Dal Settimanale TGR Sardegna


Entusiasmo e caparbietà per scovare un assoluto capolavoro. Ma Il Caravaggio Perduto è ancora avvolto nelle nebbie. Nessuno infatti ha pensato di restaurarlo, di dare smalto ad un’opera di grande qualità, donandola al pubblico di oggi. D’altro canto questa meritoria attività culturale in Italia è poco frequentata. C’è il lavoro prezioso delle cineteche e di tanti coraggiosi appassionati che, in questi tempi di crisi, si danno da fare con pochi soldi per recuperare un grande patrimonio.

ilcaravaggioperduto
Amedeo e Evelina Nazzari


Salvare il cinema, la storia, attori e attrici di talento, autentici geni del set e del palcoscenico che con i loro sguardi e le loro parole hanno alimentato i nostri sogni.

Amedeo Nazzari il Divo, era nella vita un antidivo. Riservato, suscettibile, un po’ matto (e chi non lo è?, per gli attori necessaria declinazione dell’estro), dice Evelina Nazzari. Non era facile averci a che fare. Terrore dei registi. A qualcuno che non sapeva dirigere diceva:”Ora tu ti metti da parte. Al film ci penso io.” E così indossava i panni del regista, senza firmare il film, generoso fino in fondo.

Viene sempre ricordato per i melodrammi di Raffaello Matarazzo, la serie – si direbbe oggi – accanto a Yvonne Sanson, che pure avevano una loro dignità. E poi – dice Evelina – era lavoro. Com’erano lavoro i suoi grandi film, dalle commedie dei telefoni bianchi, senz’altro da rivalutare, ai drammi storici, da Proibito di Mario Monicelli, tratto da La madre di Grazia Deledda, a quel controcanto nella parte di sé stesso. Una lezione di stile, di recitazione, di ironia, di tempi cinematografici, il Nazzari de Le notti di Cabiria, film Premio Oscar, con Giulietta Masina, diretto da Federico Fellini.

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Le notti di Cabiria. – 1957 – regia di Federico Fellini


La memoria è patrimonio che donne e uomini dovrebbero tener stretto per guardare avanti più sicuri, per spendere nel loro cammino l’esperienza e l’insegnamento di chi ci ha preceduti.

Giustamente Evelina Nazzari dice:”Perché non una rassegna dei film di mio padre?” Noi tutti vorremmo rivedere il grande Amedeo in Cavalleria, ricordare che quell’attore fu segnalato a Goffredo Alessandrini da sua moglie, la mitica Anna Magnani. E con la Magnani fu lunga amicizia. Due gran caratteri non potevano che incontrarsi.

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Amedeo Nazzari intervistato da Luciano Rispoli


Amedeo Nazzari mi ricorda Orson Welles. Diversi nella fisionomia e probabilmente nel temperamento. Ma entrambi uomini contro. Contro l’industria di Hollywood Welles, e quell’industria lo emarginò negando a noi gran parte del suo genio, che comunque risplende nel cielo degli artisti. Contro falsità e sotterfugi Nazzari, uomo leale e grande attore che ha interpretato oltre cento film, molti dei quali attendono solo di essere riscoperti, riportati a nuova vita. Come quel capolavoro, Il Caravaggio Perduto, per dare soluzione al giallo della sua scomparsa, un giallo forse facile da risolvere. Si chiama ignoranza, superficialità, mancanza di sensibilità. Niente comunque che non sia rimediabile in una splendida giornata di sole e cielo terso o in una notte buia e tempestosa, che però fa filtrare la luce delle stelle.

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Amedei Nazzari e la moglie, Irene Genna

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