In fondo lo straniamento brechtiano è come il distanziamento pandemico. Nel senso di guardare, meglio di vedere le cose da una “giusta distanza”, che poi è il titolo di un bel film, diretto nel 2014 da Carlo Mazzacurati. Racconta dell’ampio spazio che ci dev’essere tra un giornalista e i fatti, perché questi vengano illustrati senza coinvolgimenti, potremmo dire senza conflitto d’interessi. Chi si apposta lontano ha un campo visivo maggiore ed è quindi in condizioni di vedere meglio, con più elementi, la cronaca, la pandemia, la storia. Può confrontare le “fonti” ed essere più vicino alla realtà. Che secondo Pirandello e Antonioni non esiste, sarebbe assurdo che riuscissimo ad asservare un fatto oggettivo, ma ci possiamo sempre più approssimare.Nessuno di noi riuscirà ad essere Piera Degli Esposti o Carmelo ene,  ma se lo facciamo in tanti la nostra distanza dalla guerra, la capacità  di controllo, aumenterà,  sarà in grado di allontanare quell’immagine che vedete nella foto.

Condividi:

Facebook
X
LinkedIn
WhatsApp
Telegram

Lascia un commento

Cerca

Post Recenti

Post correlati

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: