C’è un ospite speciale e non ho l’auto. Ma lui non ha problemi. Mi dice: “Ma dai, si fa una passeggiata e una chiacchiera”. Cagliari, anni ‘90, sono in Rai, viale Bonaria. Vado verso viale Diaz. Lì c’è l’albergo dov’è sceso Il personaggio che devo intervistare. E non si fa attendere. Eccolo Paolo Poli, alto, sottile, giacca e papillon multicolore, eleganza d’altri tempi, eccentrico e straniante.Lui parla, racconta ed è una favola sentirlo mentre trasforma la realtà dentro sostantivi ed aggettivi scoppiettanti, che sorprendono. Due volte ho intervistato Paolo Poli, due volte ha dato fondo al suo repertorio d’ironia creativa. Quando è in scena poi è irresistibile, teatro en travesti, girandola di voci, comicità variopinta. Ha detto:” La sola legge che non ho infranto è quella di gravità”.

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